VBAC: La storia di Giulia
Giulia è una mamma alla sua seconda gravidanza e desidera un VBAC (parto vaginale dopo un cesareo). Ci siamo conosciute per qualche trattamento rilassante durante il termine della prima gravidanza. In quel periodo della sua vita Giulia era fiduciosa. Di lavoro fa l’infermiera e pensava che, essendo un’operatrice del settore, per lei sarebbe stato semplice partorire. Conosceva l’ambiente ospedaliero e credeva che tutti i presupposti di partenza fossero perfetti per un parto splendido. Tuttavia, una volta passata dalla parte della mamma, ha sperimentato un vissuto completamente diverso: il primo parto è stato un cesareo inaspettato a seguito di difficoltà insorte durante il travaglio.
La prima esperienza di parto
L’esperienza del travaglio è stata così impegnativa da sopraffarla e bloccarla fisicamente. In quel momento non si sentiva affatto supportata, anzi. Il suo corpo non sembrava riuscire a collaborare e, infatti, la dilatazione non proseguiva. Una volta arrivata a 8 cm, sia lei che la sua bambina non erano più in grado di continuare portandola ad affrontare un cesareo.
L’inaspettato esito del suo parto, l’ha fatta percepire senza competenze, incapace di far fronte alla situazione. Si era, inoltre, sentita privata del supporto del compagno poiché, non avendo seguito un corso preparto, non sapeva come sostenerla nelle difficoltà incontrate.
Anche il post-parto per Giulia è stato complesso.
La ferita del cesareo era molto dolente e quando si è infettata è stata un’ulteriore difficoltà, che ha creato in lei un forte stress (già presente perché l’allattamento risultava doloroso).
La mancanza di un punto di riferimento che la sostenesse, la stanchezza del difficile parto alle spalle, l’ulteriore dolore della cicatrice e del seno hanno fatto sì che, dopo molti tentativi, Giulia decidesse di abbandonare l’allattamento al seno per iniziare quello artificiale.
Questo è stato per lei un momento molto buio, di grande crisi e molti dubbi rispetto alla sua identità professionale e personale, come donna e madre.
Il percorso insieme
Siamo partite da questa sua storia per dare inizio al suo viaggio di rinascita.
Dopo diversi mesi dal parto mi ha ricontattata e abbiamo lavorato sulla cicatrice. Abbiamo dedicato diversi incontri al massaggio, all’osservazione e al prendersene cura con consapevolezza e attenzione. Abbiamo parlato sull’importanza del perdonarsi per aver interrotto l’allattamento e sull’aver giudicato in passato le donne che non allattavano. Liberandosi dal giudizio e dal senso di colpa e riportando benessere e attenzione anche al suo corpo, Giulia ha iniziato a sentire di poter tornare a lavoro con ritrovata serenità e di essere la mamma che desiderava per la sua bambina.
Dopo quattro anni Giulia è felice, ma anche preoccupata perché è incinta. Mi contatta nuovamente, perché desidera approcciarsi a questa gravidanza in modo completamente diverso. Decide fin da subito che desidera avere con lei un’ostetrica. Vuole avere al suo fianco qualcuno che la conosca e che la possa sostenere durante tutto il percorso del travaglio e del parto. Parlando durante il primo incontro del nostro percorso emergono fuori i due bisogni principali:
- avere con sé una figura di riferimento di cui si fida;
- lavorare sul tema del dolore per riuscire ad accettare l’evento della nascita in qualsiasi sua modalità.
Il percorso di Giulia la porta ad affrontare molte paure e mette alla prova la sua motivazione. Nonostante parenti e alcuni operatori le consiglino il cesareo, Giulia questa volta è fortemente fiduciosa delle sue competenze. Decide di portare avanti con determinazione la sua scelta di avere un VBAC (parto vaginale dopo il cesareo).
VBAC e la seconda esperienza di parto
Con il percorso di VBAC ha affrontato le diverse paure del parto, che si portava dentro di sé a seguito di alcuni vissuti dolorosi, tra cui una violenza apparentemente non collegata e subita da bambina. Questi ricordi hanno portato alla luce tante consapevolezze anche sull’esperienza del primo parto.
Questo le ha permesso di:
- lavorare sull’accogliere l’esperienza futura in modo consapevole;
- non vedersi più come vittima del suo parto (come era successo alla prima gravidanza);
- poter essere fiera di sé e del fatto che sarà protagonista attiva dell’evento, perché è lei al timone della sua nave in questo viaggio verso il suo VBAC.
Con immensa gioia Giulia partorisce vaginalmente. Il parto è stato diverso da come l’aveva immaginato e sognato (naturale e senza farmaci). Nonostante questo ha accettato di accogliere quello che erano i suoi bisogni permettendosi di richiedere quello che sentiva giusto per lei in quel momento. L’allattamento è partito senza problemi e la ripresa del post-parto è stata positiva, perché la soddisfazione che Giulia ha provato nel riuscire a viversi l’esperienza del parto, le ha dato la forza per affrontare ogni cosa con un approccio completamente diverso, sentendosi sostenuta e accompagnata ad ogni passo.
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